Benessere Visivo

Benessere visivo = possedere qualità, quantità e flessibilità di visione. Riguarda anche chi vede bene.

Il benessere visivo si mantiene ponendo attenzione a tre aspetti fondamentali:

  • la PREVENZIONE (controllo dello stato di salute e della refrazione degli occhi attuata dal Medico Oculista – revisioni ed aggiornamenti delle soluzioni ottiche in uso, fornitura di occhiali con lenti specifiche presso i nostri centri)
  • la PROTEZIONE PERSONALIZZATA (occhiali da sole e per lo sport – lenti antifatica – lenti con trattamenti specifici per dispositivi digitali )
  • la COMPENSAZIONE FUNZIONALE ED ESTETICA SU MISURA (soluzioni ottiche di ultima generazione fornite anche dopo controllo della vista nell’area di competenza optometrica)

Le Ametropie

Per ametropia si intende un’anomalia causata da un difetto visivo dell’occhio per cui i raggi paralleli provenienti da oggetti lontani non vanno a fuoco direttamente sulla retina.

Quando l’occhio ha la capacità di vedere nitidamente all’infinito, si definisce emmetrope.

Quando è presente una scarsa messa a fuoco dell’immagine, l’occhio è ametrope.

Le ametropie sono tre: miopia, ipermetropia, astigmatismo.

LA PRESBIOPIA

La presbiopia è un fenomeno naturale che inizia a manifestarsi attorno ai 40-45 anni,  dovuto alla continua perdita di elasticità del cristallino (piccola lente posta all’interno del bulbo oculare) che viene a perdere progressivamente la capacità di mettere a fuoco gli oggetti posti a distanze differenti.

Miopia

Si definisce occhio miope l’occhio in cui le immagini di oggetti posti all’infinito non si formano sulla retina, come dovrebbe essere, ma prima di essa; da ciò consegue che che la visione di tali oggetti risulta sbiadita e sfuocata.

Il soggetto miope, quindi, incontra difficoltà nel mettere a fuoco gli oggetti lontani, mentre a distanza ravvicinata ha, generalmente, una visione più nitida.

La distanza fra il punto in cui l’immagine dovrebbe formarsi e quello in cui effettivamente si forma è proporzionale all’entità della miopia.

La miopia si compensa con lenti di valore negativo (convesse).

Ipermetropia

Si definisce occhio ipermetrope, l’occhio in cui le immagini provenienti dall’infinito non si focalizzano sulla retina, come dovrebbe essere, ma posteriormente ad essa.

Il soggetto ipermetrope riscontrerà, quindi, disturbi sia nella visione da lontano che in quella da vicino.

Tale ametropia, a seconda dell’entità e dell’età può essere latente o manifesta.

Latente: quando, nei gradi leggeri ed in soggetti giovani, l’ipermetropia viene compensata dalla capacità accomodativa (modificazione del cristallino il quale col passare degli anni va irrigidendosi).

Manifesta: quando ci troviamo in casi di gradi elevati di ipermetropia e con l’avanzare dell’età per l’irrigidimento del cristallino e quindi una minor capacità accomodativa.

L’ipermetropia si compensa con lenti di valore positivo.

Astigmatismo

Si definisce astigmatico l’occhio in cui la cornea assume una forma ovoidale invece che sferica; tale tipo di curvatura fa sì che la messa a fuoco delle immagini sulla retina non avvenga in un solo punto ma su piani diversi. Ciò comporta una scarsa e imprecisa visione sia da lontano che da vicino. Ad esempio un punto luminoso viene percepito come allungato e un cerchio come un’ellissi, più o meno schiacciata a seconda dell’entità dell’ametropia.

L’astigmatismo si può sommare ad una miopia o ad una ipermetropia di base e si compensa con lenti toriche.

Presbiopia

La presbiopia è un fenomeno naturale, una modificazione fisiologica del processo visivo, dovuta alla continua riduzione di elasticità del cristallino che viene a perdere progressivamente la capacità di mettere a fuoco gli oggetti posti a distanza ravvicinata.

Si verifica attorno ai 40 anni e interessa tutti.

Il momento di insorgenza della presbiopia è influenzato anche dalla eventuale presenza di ametropie e dal tipo di impegno visivo richiesto.

La presbiopia aumenta costantemente fino al raggiungimento di quell’età (circa 60 anni) in cui si ritiene subentri una stabilizzazione.

Dal suo primo insorgere è consigliabile aiutare gli occhi con occhiali appropriati e su misura, adeguando di volta in volta il potere delle lenti, attraverso i nostri controlli tecnici.

E’ opportuno puntualizzare che la presbiopia si manifesta nel momento in cui è fondamentale effettuare anche un controllo medico oculistico per prevenire le eventuali malattie oculari più frequenti legate all’età e molte condizioni sistemiche con ripercussioni oculari importanti.

ipovisione

Ipovisione

Il progressivo aumento della speranza di vita, ha portato alla crescita esponenziale di problemi oculari legati all’avanzamento dell’età, incrementando il numero dellepersone con residuo visivo parziale (ipovisione), insufficiente a garantire il pieno svolgimento di attività impegnative per la vista, come ad esempio leggere libri e giornali, usare computer e tablet.

Nei nostri centri sono a disposizione ottici optometristi specializzati, per fornireinformazioni e far provare, sulla base della prescrizione del Medico Oculista di fiducia,soluzioni ottiche e/o sistemi ottici ed elettronici, sia compensativi che protettivi, in grado di sfruttare la capacità visiva residua.

Scuola e bambini

Sempre di più l’attività scolastica viene considerata un vero e proprio lavoro. Il processo di apprendimento può essere condizionato dal manifestarsi di ametropie (condizioni in cui l’immagine di un oggetto non va a fuoco sulla retina) quali:
l’ipermetropia che rende difficile la lettura e può causare problemi di apprendimento per l’eccessivo impegno visivo che richiede
l’astigmatismo che fa offuscare  le lettere, può procurare disagi nell’apprendimento anche se la visione si mantiene buona
la miopia che fa vedere male da lontano e quindi la lavagna.

Altri fattori esterni possono influire su un eventuale stress visivo nel bambino:
eccessiva vicinanza al testo di lettura e al quaderno; la giusta distanza non deve essere inferiore alla lunghezza del braccio misurato dal medio flesso al gomito del bambino (distanza di Harmon)  posizioni scorrette tenute durante le attività da vicino: il bambino che impara a leggere e a scrivere deve assumere una posizione che gli consenta di mantenere la focalizzazione simultanea degli occhi con la massima efficacia e per lungo tempo, coordinando insieme anche la mano che scrive, la testa, il collo, la schiena e tutto il corpo.

In tal senso rivolgete sempre attenzione a posizioni che comportano una distanza dei due occhi asimmetrica rispetto al piano di lavoro luci abbaglianti o troppo scarse o posizionate erroneamente: occorre rendere uniforme l’illuminazione sulla superficie del piano di lavoro, utilizzando due fonti luminose poste in posizioni differenti, o trovare il giusto equilibrio fra la luce naturale e quella artificiale che dovranno integrarsi per ottenere livelli di contrasto non troppo dissimili fra loro. Importante è porre attenzione affinché la testa del bambino non proietti la propria ombra all’interno del piano di lavoro lunga permanenza davanti al computer e alla TV: se utilizzati in modo corretto, computer e TV non comportano alcun effetto negativo. Ovviamente è necessario seguire alcune basilari norme, come osservare lo schermo TV da idonea distanza (almeno 2-3 metri), rispettare adeguate condizioni di illuminazione e soprattutto non trascorrere interi pomeriggi di fronte al video. Segnaliamo che, a volte, la tendenza che i bambini hanno ad avvicinarsi al video, non è tanto legata ad una eventuale carenza visiva, ma alla voglia di “immergersi” nel mondo fantastico del programma che stanno seguendo. E’ inoltre indispensabile che il bambino si dedichi anche ad altre importantissime attività come l’esercizio fisico e sviluppi altre funzioni fondamentali come la vita di relazione. La TV e il computer non devono pertanto occupare eccessivamente la giornata del bambino.

La funzione visiva nel bambino: fondamentale la prevenzione

L’oftalmologia pediatrica nasce dalla considerazione che il bambino non è un adulto in miniatura ma presenta delle peculiarità che è giusto vengano riconosciute, studiate e affrontate in maniera diversa.
Alcune alterazioni dell’apparato visivo presenti nell’infanzia possono condizionare, anche in maniera notevole, lo sviluppo psicomotorio del bambino.
L’individuazione precoce di queste alterazioni è fondamentale in quanto permette non solo il recupero di una buona visione ma anche quello psicofisico.

Buona parte dell’azione di prevenzione è demandata a chi è a contatto giornalmente con i bambini e quindi ai genitori in particolare che possono cogliere tutti quei segni che possono nascondere possibili alterazioni.
A questo proposito è bene ricordare che qualunque causa impedisca un buon sviluppo della funzione visiva andrebbe individuata e rimossa nel periodo di “apprendimento visivo” (primissimi anni di vita) per conseguire i migliori risultati.

Per facilitare il compito dei genitori, dei nonni, delle insegnati e di chi si occupa ogni giorno dei bambini vediamo quali possono essere questi “segnali” che, anche se appaiono banali, possono invece nascondere a volte importanti problemi:

  • occhi arrossati
  • secrezione
  • fastidio alla luce
  • lacrimazione
  • strabismo
  • problemi palpebrali
  • anomalie del comportamento quali sguardo assente, difficoltà nel seguire oggetti in movimento, difficoltà nell’afferrare gli oggetti, cadute frequenti, difficoltà nell’evitare gli ostacoli, avvicinamento esagerato per guardare gli oggetti.

Non va inoltre dimenticato che all’origine del mancato o incompleto sviluppo della funzione visiva vi sono anche i problemi ottici come miopia, ipermetropia, astigmatismo che devono essere adeguatamente corretti. In questi casi la collaborazione tra medico oculista ed ottico optometrista  e le valutazioni relative diventano fondamentali.

Ambliopia: un facile test la puo’ individuare

L’ambliopia (letteralmente “visione ottusa”) è la riduzione della funzione visiva di uno dei due occhi; è il cosiddetto “occhio pigro”.
Proprio perché interessa un solo occhio, il bambino piccolo non se ne rende conto. Una individuazione precoce invece è molto importante perché se scoperta durante il periodo di sviluppo del sistema visivo, l’ambliopia può essere recuperata con buoni risultati che sono tanto migliori quanto più il bambino è piccolo.
Poiché l’ambliopia è dovuta al fatto che l’occhio migliore inibisce lo sviluppo dell’altro occhio, esiste un semplice test che il genitore può effettuare per capire se ulteriori indagini vanno fatte con celerità.
Provate a coprire con la mano, alternativamente, prima un occhio del bambino e poi l’altro: se il bambino reagisce in maniera molto differente alla copertura di un occhio rispetto alla copertura dell’altro (es: spostando la testa o provando fastidio), ci potrebbe essere un sospetto di visione differente tra i due occhi, che alla lunga potrebbe causare un’ambliopia.

Lo sviluppo visivo nel bambino da zero a sei anni

Come tutte le capacità fisiche anche il senso della vista si sviluppa con l’età.
Dal momento in cui nasce, il neonato è già in grado di captare tutti gli stimoli visivi provenienti dall’ambiente circostante ma non è in grado di elaborarli, cioè di  organizzarli  in immagini, di capirli. In altre parole il bambino vede luci e forme ma non può attribuirli a cose, persone o ambienti.

A circa 15 giorni dalla nascita è in grado di mettere a fuoco le immagini distanti dai 20 ai 30 cm. dagli occhi, più o meno la distanza del viso della mamma quando lo allatta, utilizzando un occhio per volta. Non distingue ancora i colori ma sicuramente distingue la luce dal buio, infatti reagisce ad uno stimolo luminoso improvviso chiudendo gli occhi.

Dopo il primo mese di vita comincia a dirigere e a soffermare lo sguardo su oggetti, nonché a seguirli se si spostano davanti a loro, specie se hanno colori forti. Non ha ancora il pieno controllo sui muscoli oculari, per cui si stanca presto (per questo a volte può sembrare addirittura strabico).
Poiché comincia a distinguere bene la forma di un viso, sorride a qualsiasi cosa possa richiamarglielo, anche un disco di cartone con due macchie nere al posto degli occhi.

Dopo 10-12 settimane distingue invece il viso umano da altre immagini che possano assomigliargli: vede gli occhi, il naso, la bocca, per cui risponde a sorrisi, smorfie e movimenti delle labbra. Segue inoltre immagini in movimento ruotando il capo e fa convergere gli occhi se gli si avvicina sempre di più un oggetto al viso.

All’incirca verso il terzo-quarto mese di vita, si instaura la visione binoculare che consiste nella capacità del bambino di utilizzare entrambi gli occhi contemporaneamente; in seguito metterà a fuoco le immagini fino a qualche metro di distanza e distinguerà chiaramente alcuni colori fondamentali: rosso, verde e blu.

A sei mesi circa controlla abbastanza bene i muscoli oculari ed è attratto anche da oggetti di piccole dimensioni. Nel mese successivo, di solito, il bambino manipola gli oggetti, ne fa esperienza sia toccandoli che guardandoli.

Verso i dieci mesi conquista la visione tridimensionale, cioè il senso della profondità delle immagini.

Tra uno e due anni raggiunge il pieno controllo dei muscoli oculari e riesce a mettere a fuoco gli oggetti a qualsiasi distanza.

Attorno ai due inizia ad appaiare colori e forme, ad esplora visivamente oggetti distanti, a disegnare rudimentali cerchi.

Tra i quattro e i sei  anni le sue strutture oculari funzionano in modo completo.

Quando effettuare i controlli oculistici preventivi

Generalmente viene effettuata una prima visita a tutti i neonati con particolare riguardo ai soggetti ad alto rischio genetico e nei prematuri di basso peso, prima che vengano dimessi dai reparti di maternità.
In seguito i controlli sono demandati all’iniziativa di pediatri e genitori.

Dato il progressivo sviluppo del sistema visivo è consigliabile una visita tra il secondo e terzo anno di età, periodo che spesso coincide con l’ingresso nella Scuola Materna; tale controllo di solito è mirato anche alla ricerca di eventuali difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo), di alterazioni della motilità oculare (strabismo, nistagmo) e dell’ambliopia (quando, uno dei due occhi che vede molto meno dell’altro, viene parzialmente escluso dalla visione)
La tempestività diagnostica è fondamentale perché in questa fascia di età il sistema visivo appare ancora molto “plastico” e pertanto in grado di recuperare eventuali difetti.

E’ consigliabile anticipare il momento della visita oculistica nel caso in cui i genitori notino particolari comportamenti del bambino quali lo strizzare gli occhi quando guarda lontano, la chiusura di un occhio quando guarda la luce, l’inclinazione o rotazione della testa, fastidio per luce intensa o sfregamento frequente degli occhi, arrossamento e lacrimazione.

Appare utile inoltre far eseguire visite precoci nel caso in cui uno, o entrambe i genitori,  portino occhiali fin dall’età pediatrica.

Sarebbe opportuno comunque un controllo ai cinque – sei  anni di età, quando il bambino inizia il ciclo scolastico.
In questo periodo risultano particolarmente significativi i ruoli di genitori e insegnanti che devono essere vigili e non devono esitare a consultare gli esperti se il bambino ha difficoltà a vedere alla lavagna, si stanca eccessivamente a leggere, si rifiuta di leggere, accusa un evidente ritardo rispetto agli altri nella lettura, lamenta mal di testa.
I nostri ottici optometristi sono a disposizione per valutare, informare e indirizzare fornendo indicazioni precise e ulteriori chiarimenti.

Se il bambino non vede bene

Una volta individuato il problema visivo è necessario intervenire in maniera adeguata sempre tenendo presenti le esigenze del bambino, sia che la scelta ricada sugli occhiali sia che si decida di utilizzare anche le lenti a contatto ove l’attività motoria lo richieda e le indicazioni lo consentano.

L’esigenza che il bambino debba portare gli occhiali, deve essere vissuta in modo sereno dai genitori: in tal modo sicuramente anche il bambino la avvertirà come un fatto del tutto normale.

Per affrontare questo momento importante in modo assolutamente “delicato”, i nostri ottici-optometristi  dedicano una cura particolare e personalizzata al servizio del bambino e dei loro genitori.
Vi aiutano a scegliere gli occhiali più adatti per il vostro bambino in funzione dei suoi gusti e in base all’indicazione del medico oculista.

Per essere veramente efficaci è importante che gli occhiali siano ben accettati dal bambino. Infatti se il bambino non si sente a proprio agio farà di tutto per non portarli.
Gli occhiali devono diventare invece un oggetto familiare, un compagno di giochi e di studi inseparabile e indispensabile.

Consigli, conoscenze tecnologiche, esperienza sono a disposizione di voi genitori per darvi tutta la sicurezza che cercate. Tranquillità per voi e, per il vostro piccolo tanti modelli dai mille colori e studiati ad hoc, per garantire prima di tutto sicurezza e comfort.

La protezione visiva dei bambini dalle radiazioni solari

L’esposizione al sole, specie se prolungata, può indurre sui nostri occhi effetti nocivi, a breve e a lungo termine.
I bambini, anche a causa della perfetta trasparenza di tutte le strutture oculari che si trovano davanti alla retina, sono molto più esposti all’azione nociva delle radiazioni.
I genitori che giustamente si preoccupano di salvaguardare la pelle dei propri bambini, ancor più devono porre attenzione alla protezione dei loro occhi.
Anche i bambini, quindi, dovrebbero indossare occhiali da sole in montagna, al mare o comunque quando la luce solare è molto intensa.

Caratteristiche dell’occhiale

Gli occhiali per i più piccoli devono essere robusti ma leggeri, confortevoli e senza parti spigolose (oppure adeguatamente protette da coperture speciali)

Le lenti
Le lenti devono essere ovviamente infrangibili, con caratteristiche protettive adeguate a secondo della situazione di utilizzo ed assicurare un campo visivo ampio e regolare, in modo da coprire sufficientemente l’occhio.

La montatura
La scelta della montatura è altrettanto importante.
Deve essere assolutamente anatomica e adattabile al viso del bambino , permettendo così un ottimo appoggio sul naso e sulle orecchie. Le aste quindi, pur mantenendo ben fermi gli occhiali sul viso, non devono premere contro le tempie o sulle orecchie.
Devono essere di materiale morbido, indeformabile, anallergico e con colorazioni atossiche.
Per i più piccoli ne esistono alcune versioni legabili dietro, in modo che rimangano stabili sul viso.

Esperto Risponde

Un esperto sempre a disposizione per dubbi o domande. Un filo diretto con l’Istituto Ottico Isolani

Prevenzione Medica

Diagnosi precoci e informazioni qualificate e personalizzate sono le basi necessarie per garantire la salute dell’occhio e una buona vista. Ma non solo; l’esame del fondo dell’occhio è il test che permette di raccogliere la maggior quantità di informazioni circa la salute del soggetto, poiché dall’occhio si possono esaminare arterie, vene e il nervo ottico.

L’esplorazione in piena luce, con notevole ingrandimento e possibilità di misurare i vasi sanguigni e le strutture nervose, fornisce preziose indicazioni sullo stato di salute generale.

E’ un esame prezioso e del tutto innocuo che può servire a diagnosticare o a prevenire importanti malattie.

Per questo l’ISTITUTO OTTICO ISOLANI, da sempre, sottolinea l’importanza della prevenzione della salute degli occhi, attuata attraverso una visita specialistica presso il Vostro Medico Oculista di fiducia.

I tagliandi dell’occhio

L’occhio va protetto dalle conseguenze di un superlavoro o di un uso improprio, va difeso dalle aggressioni esterne e va periodicamente sottoposto al controllo del medico oculista per lo stato di salute e funzionamento.

Analogamente deve essere verificata  la funzionalità delle soluzioni ottiche (occhiali da vista e lenti a contatto) anche presso l’ottico optometrista.

Vediamo nella tabella, quando e ogni quanto di massima, è fondamentale eseguire visite oculistiche:

Età Periodicità dei controlli Il medico oculista cerca di scoprire e trattare tempestivamente
0/1 anno 1 CONTROLLI malattie oculari congenite
2/6 anni 2 CONTROLLI ametropie/strabismi/ambliopie/patologie oculari infantili
età scolare 6/18 anni OGNI 2 ANNI ametropie/strabismi/ambliopie/patologie oculari giovanili
dai 18 ai 39 anni OGNI 2 ANNI patologie oculari dell’adulto soprattutto se presenti fattori di rischio (familiarità/ambiente di lavoro/ecc.)
40/65 anni OGNI 2 ANNI soprattutto glaucoma/retinopatia diabetica
oltre i 65 anni OGNI ANNO soprattutto cataratta/degenerazione maculare

Lo sviluppo visivo nel bambino da 0 a 6 anni

Contrariamente agli altri mammiferi il bambino nasce con gli occhi aperti,
ma sono necessari alcuni anni affinché la funzione visiva maturi.
Il neonato riesce a mettere a fuoco a una distanza di circa 20-25 cm: giusto la distanza tra lui e il seno della mamma quando lo nutre.

  • A 2-3 mesi la sua capacità visiva aumenta molto rapidamente e il suo campo visivo si estende a 30-40 cm.
  • A 4-6 mesi gli occhi del bambino sono a metà del loro sviluppo.
  • A 7 mesi – 1 anno, acquisisce la padronanza dei movimenti oculari.
  • Da 2 a 6 anni perfeziona la capacità di localizzare e mettere a fuoco i particolari delle cose.
  • A 6 anni le sue strutture oculari funzionano in modo completo.

Il sistema visivo nell’adolescenza

L’adolescenza è un momento non sempre facile nella crescita. I cambiamenti fisici e psicologici cui sono sottoposti i ragazzi tra gli 11 e i 18 anni li trasportano nel mondo dell’infanzia a quello degli adulti. Anche il sistema visivo muta rapidamente adattandosi alle richieste ambientali e allo stile di vita ed è frequente, nel corso dell’adolescenza, il manifestarsi dei primi difetti visivi. A 18 anni, molto spesso, occorre fare una visita per il conseguimento della patente di guida.

L’occhio dai 20 ai 40 anni

E’ l’età in cui si entra nel mondo del lavoro, dominato frequentemente dal computer. Seppure il superlavoro non danneggia la vista, certamente l’affatica. Possono essere utili occhiali con lenti video relax, anche per chi non presenta ametropie di base.

L’occhio a 40 anni

Oggi, una persona a 40 anni è ancora più che giovane anzi, forse è nel momento migliore della sua vita, ma a questa età per l’occhio, comincia un periodo di cambiamenti: è la pre-presbiopia, la situazione che precede la presbiopia vera e propria, quando ci si accorgerà di fare fatica a focalizzare da vicino.

In questa fase oggi è possibile utilizzare lenti “da vista” antifatica e antistress, che riducono lo sforzo accomodativo alla distanza ravvicinata.

Ma oltre a questo fenomeno naturale e fisiologico, (a cui si pone facilmente rimedio con soluzioni ottiche su misura fornite dall’ottico optometrista), potrebbero anche insorgere malattie oculari gravose e condizioni sistemiche con ripercussioni oculari importanti. Solo una diagnosi precoce permette di prevenirle.

La terza età nell’occhio

E’ senz’altro l’età più difficile per l’occhio e per la visione; è abbastanza frequente l’insorgere della cataratta e, a volte, può fare la sua apparizione anche la degenerazione maculare senile, correlata all’età. Sono necessari controlli medico-oculistici ogni anno.

Chiarezza dei ruoli

Ricordiamo che:

  • il controllo dello stato refrattivo, nell’area di competenza ottico-optometrica, effettuato nei nostri Centri Ottici è un atto tecnico mirato alla fornitura della soluzione ottica e come tale non verifica lo stato di salute degli occhi.
  • il controllo completo della salute degli occhi presso il proprio Medico Oculista di fiducia è importante effettuarlo con regolarità anche per prevenire l’insorgere di alterazioni che possono risultare irreversibili.

Codice di comportamento

CODICE DI COMPORTAMENTO NELLA FORNITURA DI SOLUZIONI OTTICHE

Nella fornitura delle soluzioni ottiche su nostro esame della vista nell’area di competenza ottico-optometrica, i nostri ottici-optometristi si attengono al seguente Codice di Comportamento a seconda delle situazioni verificate.

Situazione A

Se dall’indagine conoscitiva preliminare e dall’osservazione esterna degli occhi si rilevano segni che inducono a sospettare la presenza di problematiche non ottiche, il Cliente viene inviato subito dal suo Medico Oculista di fiducia, segnalando quanto emerso.

Situazione B

Se non viene raggiunto un visus normalizzato per occhio o sono presenti problemi di visione binoculare o fusione, oppure sono presenti discromatopsie, il Cliente viene inviato dal suo Medico Oculista di fiducia in attesa di poter procedere alla fornitura della soluzione ottica, segnalando quanto rilevato.

Situazione C

Se dall’indagine conoscitiva preliminare non emergono sospetti di problematiche non ottiche e viene raggiunto un visus normalizzato, viene determinata e fornita la soluzione ottica su misura, ribadendo però la necessità di effettuare controlli periodici dello stato di salute degli occhi presso il proprio Medico Oculista di fiducia.